Un progetto che nasce dal desiderio di trasformare gli smartphone in macchine del tempo, capaci di catturare le memorie più preziose del nostro territorio. La Biblioteca di Carapelle ha immaginato qualcosa di...

Parte un’iniziativa che sta già entusiasmando i giovani del nostro territorio. La Biblioteca di Carapelle lancia il suo primo laboratorio di scrittura creativa dedicato ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Un percorso unico che vuole accompagnare i giovani talenti alla scoperta delle loro capacità narrative.
Il corso, della durata di tre mesi, sarà condotto da scrittori professionisti e docenti di letteratura. I partecipanti impareranno le tecniche di narrazione, sperimenteranno diversi generi letterari e avranno l’opportunità di sviluppare i loro racconti sotto la guida di esperti. Al termine del percorso, i migliori lavori saranno raccolti in un’antologia che verrà pubblicata e presentata proprio nella nostra biblioteca.
L’obiettivo è chiaro: non solo insegnare a scrivere, ma stimolare la creatività, offrire uno spazio di espressione e valorizzare i giovani talenti del nostro territorio. Le iscrizioni sono già aperte e i posti stanno esaurendosi rapidamente.

La Biblioteca di Carapelle ha recentemente arricchito il proprio patrimonio librario con una donazione straordinaria che sta già facendo parlare tutti gli amanti della lettura. Un collezionista privato ha deciso di donare la sua preziosa raccolta di volumi rari, che comprende prime edizioni di classici della letteratura italiana e internazionale.
Tra i volumi più pregiati spiccano alcune prime stampe di Dante Alighieri, un prezioso manoscritto ottocentesco e una raccolta di romanzi di autori locali che risalgono agli inizi del Novecento. Questa donazione non rappresenta solo un arricchimento materiale per la biblioteca, ma un vero e proprio ponte tra la storia letteraria e le nuove generazioni di lettori.
Il Comune ha voluto ringraziare pubblicamente il generoso donatore, sottolineando come questi gesti siano fondamentali per preservare la memoria culturale del nostro territorio. Nei prossimi mesi, alcuni di questi volumi saranno esposti in una mostra temporanea, permettendo a tutti di ammirare questi tesori letterari.

La biblioteca entra nell’era digitale con una serie di servizi innovativi pensati per rendere la cultura accessibile a tutti. Da questo mese, gli iscritti potranno accedere a una piattaforma online che offre migliaia di libri elettronici, audiolibri e risorse multimediali, consultabili comodamente da casa o ovunque ci si trovi.
Il nuovo servizio nasce dall’esigenza di abbattere le barriere che possono impedire l’accesso alla lettura. Persone con difficoltà motorie, genitori con bambini piccoli, studenti fuori sede potranno ora consultare il catalogo della biblioteca semplicemente utilizzando un dispositivo connesso a internet.
Ma non è tutto. Sono stati attivati anche corsi online di alfabetizzazione digitale per aiutare i cittadini meno avvezzi alla tecnologia a utilizzare questi nuovi strumenti. Un’iniziativa che conferma l’impegno della biblioteca nel coniugare tradizione e innovazione, cultura e tecnologia.
Questi nuovi servizi dimostrano come la biblioteca sia molto più di un luogo di conservazione di libri: è un centro vivo di cultura, apprendimento e inclusione. Un punto di riferimento che si rinnova costantemente per venire incontro alle esigenze della comunità.


Andrea Camilleri (1925-2019) è stato uno scrittore, sceneggiatore e regista italiano, celebre per aver creato il personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una serie di romanzi gialli ambientati nella fittizia Vigàta, ispirata alla Sicilia. La sua scrittura, caratterizzata dall’uso di un linguaggio che mescola italiano e dialetto siciliano, è apprezzata per l’ironia, la profondità psicologica e la capacità di raccontare la società contemporanea.
Oltre ai romanzi polizieschi, Camilleri ha scritto opere storiche e saggi. Prima di diventare uno scrittore di fama, ha lavorato come regista teatrale e televisivo, contribuendo al successo di numerose produzioni della Rai. La sua eredità letteraria e culturale lo rende una figura di spicco nella narrativa italiana contemporanea.

J.K. Rowling, nata Joanne Rowling nel 1965, è una scrittrice britannica nota per aver creato la serie di Harry Potter, una delle saghe letterarie di maggior successo al mondo. La serie, composta da sette libri pubblicati tra il 1997 e il 2007, segue le avventure di un giovane mago e dei suoi amici nella lotta contro il malvagio Voldemort. I libri hanno ispirato una popolare serie di film, spettacoli teatrali e numerosi prodotti derivati.
Prima di diventare famosa, Rowling ha vissuto un periodo difficile, lavorando come insegnante e affrontando problemi economici. La sua ascesa al successo è considerata una storia di resilienza. Oltre a Harry Potter, ha scritto romanzi per adulti, come Il seggio vacante, e gialli sotto lo pseudonimo Robert Galbraith. Rowling è anche nota per il suo impegno filantropico e per aver sostenuto cause sociali, sebbene le sue posizioni su alcune questioni abbiano suscitato controversie negli ultimi anni.

Patricia Cornwell, nata nel 1956, è una scrittrice statunitense famosa per i suoi romanzi polizieschi e thriller, in particolare la serie dedicata a Kay Scarpetta, una brillante anatomopatologa forense. La serie, iniziata con Postmortem nel 1990, ha contribuito a rivoluzionare il genere investigativo grazie al focus sull’uso della scienza forense per risolvere i crimini.
Cornwell si ispira alla sua esperienza lavorativa presso l’Istituto di Medicina Legale della Virginia, che ha influenzato la precisione dei dettagli tecnici nei suoi libri. I suoi romanzi sono apprezzati per la suspense, i personaggi complessi e l’accuratezza scientifica.
Oltre alla serie di Scarpetta, Cornwell ha scritto altri romanzi, saggi e opere di narrativa non poliziesca. È una delle autrici di thriller più vendute al mondo e ha ricevuto numerosi premi per il suo contributo al genere letterario.

Un progetto che nasce dal desiderio di trasformare gli smartphone in macchine del tempo, capaci di catturare le memorie più preziose del nostro territorio. La Biblioteca di Carapelle ha immaginato qualcosa di più di un semplice corso di formazione: un viaggio nel cuore delle tradizioni, un’avventura che permetterà ai giovani di diventare custodi e narratori della storia locale.
Immaginate un gruppo di ragazzi che, invece di scorrazzare sui social, impara a usare il proprio telefono come uno straordinario strumento di documentazione. Non più solo selfie e video musicali, ma una vera e propria macchina per raccontare storie. Un dispositivo che diventa ponte tra generazioni, tra il racconto degli anziani e lo sguardo fresco dei giovani.
I due workshop – Giornalismo e Fotografia – sono molto più di lezioni tecniche. Sono un percorso di trasformazione. I partecipanti impareranno che fare una fotografia non significa solo premere un tasto, ma catturare l’anima di un momento. Scopriranno che un’intervista non è un semplice scambio di domande e risposte, ma un’arte di ascolto e racconto.
Nel workshop di giornalismo, i ragazzi diventeranno narratori esperti. Impareranno a fare domande che vanno oltre la superficie, a cogliere i dettagli che rendono unica ogni testimonianza. Come si raccoglie una storia? Come sionstruisce un racconto che emoziona? Come si rispetta la dignità di chi racconta?
Il workshop di fotografia li trasformerà in veri fotoreporter. Scopriranno i segreti della luce, della composizione, della narrazione visiva. Il loro smartphone diventerà uno strumento professionale. Impareranno a modificare le foto, a raccontare storie attraverso immagini, a catturare l’essenza di un momento in un singolo scatto.
L’obiettivo è chiaro: realizzare un documentario che racconti Carapelle attraverso tre ori preziosi. L’oro rosso del pomodoro, l’oro giallo del grano, l’oro verde dell’ulivo. Tre percorsi che diventano un viaggio nella memoria collettiva, nella storia di un territorio, nelle tradizioni che rischiano di sbiadirsi.
I ragazzi intervisteranno gli anziani del paese, raccoglieranno testimonianze presso le aziende locali, documenteranno le pratiche agricole tradizionali. Non saranno più solo ascoltatori passivi, ma custodi attivi di una memoria che altrimenti rischierebbe di andare perduta.
Il contest finale sarà un momento di festa e condivisione. Un evento dove la cittadinanza potrà vedere il risultato di questo straordinario viaggio. Un documentario che non sarà solo un prodotto mediatico, ma un regalo che i giovani faranno al loro paese.
Perché la vera innovazione non sta nei nuovi dispositivi tecnologici, ma nella capacità di usarli per raccontare storie autentiche. Di trasformare gli strumenti digitali in ponti tra passato e futuro.
La biblioteca diventa così molto più di un luogo di conservazione di libri. Diventa un laboratorio di comunità, un luogo dove la cultura si fa viva, si racconta, si rinnova. Dove i giovani possono riscoprire le proprie radici e immaginare nuovi futuri.

La Biblioteca di Carapelle lancia un progetto ambizioso che vuole riannodare i fili della memoria, coinvolgendo i giovani in un’esperienza unica di riscoperta e valorizzazione delle tradizioni locali. “Cara Carapelle…” non è semplicemente un percorso di ricerca, ma un vero e proprio viaggio nel cuore pulsante del territorio, attraverso i suoi prodotti più rappresentativi.
L’iniziativa nasce dalla convinzione che le radici siano il miglior nutrimento per costruire il futuro. Tre percorsi tematici permetteranno ai giovani iscritti di esplorare altrettante eccellenze del territorio: il pomodoro, il grano e l’ulivo. Tre ori diversi – rosso, giallo e verde – che raccontano la storia, l’economia e la cultura di Carapelle.
I giovani ricercatori seguiranno il viaggio del pomodoro e dell’uva, dal campo alla tavola. Un percorso che li porterà a scoprire le tecniche agricole tradizionali, le varietà locali, i metodi di coltivazione tramandati di generazione in generazione. Attraverso le interviste agli anziani, emergeranno storie di fatica, passione e sapienza contadina.
Un viaggio nella storia agricola del territorio, dalle antiche trebbiature ai piatti tipici. I partecipanti ricostruiranno il ciclo del grano, documentando le trasformazioni tecnologiche e culturali che hanno caratterizzato questa coltivazione. Le interviste agli agricoltori anziani permetteranno di recuperare racconti e memorie che rischiano di andare perdute.
L’ultimo percorso esplorerà il mondo dell’ulivo, degli asparagi e dei carciofi. Un viaggio che metterà in luce le tecniche di coltivazione, la preparazione dei piatti tipici e l’importanza di questi prodotti nell’economia e nella cultura locale.
Il progetto si articolerà in tre fasi fondamentali:
Un momento prezioso di ascolto e raccolta di testimonianze dirette. I giovani impareranno l’arte dell’intervista, sviluppando capacità di ricerca storica e antropologica.
Un dialogo tra tradizione e innovazione, che permetterà di comprendere come le aziende agricole locali mantengano vive le tradizioni pur abbracciando le nuove tecnologie.
I partecipanti sperimenteranno direttamente le tecniche tradizionali, dalla raccolta alla trasformazione dei prodotti, in un’esperienza immersiva che unisce conoscenza teorica e pratica.
“Cara Carapelle…” non è solo un progetto di ricerca, ma un ponte tra generazioni. Un’opportunità per i giovani di comprendere la ricchezza del proprio territorio, la fatica e la sapienza dei propri nonni, la bellezza di un patrimonio culturale che rischia di sbiadirsi.
Al termine del percorso, verrà realizzata una mostra documentaria, un libro e una serie di video che racconteranno i risultati della ricerca. Un patrimonio di conoscenze che diventerà patrimonio di tutti.

Abbiamo vissuto in biblioteca un momento straordinario di scoperta scientifica grazie all’incontro con l’Associazione Astrofili Dauni. Un evento speciale che ha trasformato gli spazi della biblioteca in un affascinante osservatorio della conoscenza, coinvolgendo i bambini delle scuole elementari in un viaggio emozionante attraverso i misteri dell’universo.
I ricercatori dell’associazione hanno catturato l’attenzione dei giovani partecipanti raccontando i segreti dei pianeti, le meraviglie del sistema solare e le più incredibili curiosità cosmiche. Con un linguaggio semplice e coinvolgente, hanno guidato i bambini in un percorso di scoperta che ha acceso la curiosità e l’immaginazione di ognuno di loro.
Il momento più atteso è stato il laboratorio creativo, dove i piccoli esploratori hanno potuto dare libero sfogo alla loro creatività. Muniti di colori, matite e fogli, hanno dato vita a un grande manifesto collettivo dell’universo. Pianeti dai colori vivaci, astronauti sorridenti, mappe stellari hanno riempito gli spazi della biblioteca di arte e fantasia.
Durante l’attività, i bambini hanno appreso nozioni affascinanti: le caratteristiche dei diversi pianeti, le differenze tra pianeti rocciosi e gassosi, le curiosità su Marte, Giove e Saturno. I loro occhi brillavano di meraviglia mentre ascoltavano racconti su mondi lontani e movimenti celesti.
L’evento ha rappresentato molto più di un semplice pomeriggio di animazione. È stato un momento di condivisione, apprendimento e stimolo alla curiosità scientifica. I ricercatori dell’Associazione Astrofili Dauni hanno dimostrato come la scienza possa essere raccontata in modo coinvolgente e accessibile anche ai più piccoli.
Abbiamo voluto documentare questi momenti di gioia e scoperta, caricando sulla nostra pagina Facebook una galleria fotografica che immortala i sorrisi, i volti concentrati e gli occhi pieni di meraviglia dei giovani partecipanti.
Un ringraziamento speciale va all’Associazione Astrofili Dauni, alle insegnanti, ai volontari della biblioteca e soprattutto ai bambini che hanno reso questo pomeriggio unico e indimenticabile.
Per chi non volesse perdersi i prossimi appuntamenti, vi invitiamo a rimanere aggiornati attraverso i nostri canali di comunicazione. Continuate a seguirci per altri emozionanti percorsi di scoperta!